| Fondazione Slow Food per la Biodiversità ONLUS |
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22/12/2009 |
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Sul tetto del mondo
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Esistono ancora luoghi incontaminati, senza industrie e inquinamento, dove le persone vivono in armonia con il proprio ambiente. E' il caso della provincia autonoma di Gorno-Badachšan, nel Tagikistan. Nonostante l'estensione (circa 65.000 kmq) sia pari alla metà del Paese, solo il 3% di questo territorio è abitabile. Gorno-Badachšan si trova sulle montagne del Pamir, il cosìddetto “tetto del mondo”. I pochi villaggi si trovano nelle vallate, sulle rive dei fiumi, e la popolazione cerca di coltivare e valorizzare ogni pezzetto di terra a disposizione.
Il gelso rappresenta un cibo importante per queste valli. Introdotto dalla Cina attraverso la via della seta, si è perfettamente adattato all’ambiente difficile delle montagne del Pamir, dove cresce tra 1100 e 2400 metri di altezza (sostituendo prodotti che non possono essere coltivati a queste altitudini, come il frumento e l'orzo).

Oggi, nel Pamir, esistono più di 60 varietà di gelso, risultato di secoli di selezione e adattamento. Possono essere consumate fresche oppure trasformate in confetture, sciroppi e pikht, una farina che generalmente si mescola ad altri semi e cereali.
Gli abitanti del Pamir coltivano il gelso principalmente per il consumo familiare: in estate le famiglie mettono da parte anche 20-30 sacchi di gelso essiccato, come riserva per l'inverno.
Nella cultura del Pamir l'albero e il frutto del gelso sono associati a tutto ciò che è bello: le bacche di gelso erano donate agli sposi, per rendere la loro vita più dolce e, tradizionalmente, prima di iniziare a edificare una nuova casa, si piantava un albero di gelso.
In alcune fasi critiche, come la seconda guerra mondiale e la lunga guerra civile che ha martoriato il Paese fino al 1997, il gelso ha svolto un ruolo fondamentale, rappresentando il principale nutrimento per la popolazione locale. La comunità di produttrici di gelso di Khorog fa parte della rete di Terra Madre dal 2004 e lavora per salvaguardare la tradizione pamiriana del consumo di gelso, diminuito notevolmente negli ultimi anni, a causa della diffusione dei prodotti industriali.
Il Presidio - nato grazie alla collaborazione con «Bioversity International”, importante organizzazione internazionale per la conservazione della biodiversità agricola e avviato ufficialmente dopo una recente visita in loco di Victoria Smelkova (Slow Food) e Francesco Sottile (docente dell'Università di Palermo e collaboratore della Fondazione Slow Food per la Biodiversità)- riunisce per il momento 23 produttrici provenienti dai quattro distretti della provincia autonoma di Gorno-Badachšan: Shugnan, Rushan, Yazgulyam, Vanch.
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