| Fondazione Slow Food per la Biodiversità ONLUS |
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19/04/2010 |
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Due piroghe per il Senegal
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C’è un po’ di Slow Food che naviga nel delta del Saloum, in Senegal. Sono due piroghe con i simboli della chiocciolina e della Fondazione e il nome della Regione Piemonte, coloratissime, come nella tradizione locale, donate nel 2009 dalla Regione Piemonte e dalla Fondazione Slow Food alle comunità di donne di tre isole del delta: Dionewar, Falia, Niodior.
L’attività della Fondazione nell’area punta ad abbassare la pressione di pesca: gli stok sono visibilmente in calo e soprattutto qualche specie di mollusco è in sofferenza; le taglie, infatti, si sono ridotte e le quantità pescate si abbassano di anno in anno.
Così, per garantire nuove entrate economiche si è pensato di valorizzare la produzione di sciroppi e confetture prodotte con i frutti spontanei di cui il Saloum è ricchissimo: Karkadè, Pain de Seinge, Ginger, Tamarindo, Ditakh e New. Sono produzioni che le donne fanno già abitualmente in casa, per il consumo famigliare e la vendita locale. Ma potrebbe diventare un’attività interessante e remunerativa se potessero certificare igienicamente il loro prodotto, confezionarlo adeguatamente, venderlo alle strutture turistiche presenti nella regione. Grazie al sostegno della Regione Piemonte e all’appoggio della Fenagie Pesca, la Fondazione entro il 2010 attrezzerà un laboratorio a norma, organizzerà corsi di formazione per le donne, cercherà di promuovere i prodotti con iniziative adeguate.
Esisteva un problema preliminare da risolvere: le comunità di donne delle tre isole dipendevano per gli spostamenti dalla buona volontà di qualche pescatore nel metter a disposizione la piroga. Il ché comportava tempi incerti nella raccolta e nel trasporto dei frutti, costi esorbitanti, difficoltà ad organizzare incontri. Dunque, come primo passo, si è deciso di rendere autosufficienti le donne dotandole di due barche. Un artigiano locale ha realizzato i due scafi che, opportunamente motorizzati, sono stati donati alle comunità. Ora vi sono due comitati che organizzano l’utilizzo delle piroghe e pare che il tutto funzioni egregiamente, tanto da garantire anche qualche utile di gestione. Le due barche sono diventate pertanto una sorta di simbolo positivo: hanno obbligato le comunità ad agire unite e concordi e hanno reso plausibile l’idea di raccogliere e trasportare frutti in un’area assai più vasta di quelle normalmente utilizzata.
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